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Alla presenza di tutto il Presbiterio Diocesano di Otranto

Messa Crismale 2020

Giovedì 28 maggio alle ore 10.30, S. Ecc. Mons. Donato Negro presiede la Santa Messa Crismale alla presenza di tutto il Presbiterio Diocesano e a una rappresentanza scelta del mondo laicale e associativo nel rispetto delle norme di prevenzione da Covid-19.
La diretta della celebrazione è su AntennaSud (canale 13 del Digitale Terrestre).

Preghiera per i Santi Martiri di Otranto

Martedì 12 Maggio alle ore 19.30

Giorno 12 maggio 2013 Papa Francesco, in piazza San Pietro, canonizzava i Martiri di Otranto: Antonio Primaldo e Compagni. 

Oggi ci raccoglieremo in preghiera, ciascuno dalle proprie case, alle ore 19.30 per vivere il Rosario dei Santi Martiri di Otranto. 

Seguiremo la preghiera dalle nostre case perché la Cattedrale sarà chiusa, in quanto non è prevista la presenza del popolo di Dio.

 

 

57^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

 

 

 

«Datevi al meglio della vita!»  (Christus vivit, n. 143)

 

È questo l’accorato invito di Papa Francesco, che risuona con forza nella celebrazione della 57a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Un appuntamento che, il 3 maggio 2020, vedrà tutta la Chiesa unita in preghiera, per invocare dal buon Pastore il dono più prezioso: che la sua chiamata – come scrive il Papa nel Messaggio per questa giornata – apra «brecce nel cuore di ogni fedele» e ogni uomo abbia il coraggio di scoprire e realizzare ciò che rende più bella la sua vita!

 

Sabato 2 Maggio 2020 alle ore 21
Potete seguire la Veglia di Preghiera in diretta su Youtube

www.youtube.com/pastoralevocazioni

Qui potete scaricare il testo

Veglia

 

Qui potete scaricare la Preghiera
Preghiera

 

Qui potete scaricare la Preghiera in famiglia
Datevi al meglio della vita

 

 

 

 


57^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Messaggio del Santo Padre Francesco

Domenica 3 maggio 2020

 

Il messaggio del Santo Padre Francesco sulla 57^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

 

Cari fratelli e sorelle!

Il 4 agosto dello scorso anno, nel 160° anniversario della morte del santo Curato d’Ars, ho voluto offrire una Lettera ai sacerdoti, che ogni giorno spendono la vita per la chiamata che il Signore ha rivolto loro, al servizio del Popolo di Dio.

In quell’occasione, ho scelto quattro parole-chiave – dolore, gratitudine, coraggio e lode – per ringraziare i sacerdoti e sostenere il loro ministero. Ritengo che oggi, in questa 57ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, quelle parole si possano riprendere e rivolgere a tutto il Popolo di Dio, sullo sfondo di un brano evangelico che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade (cfr Mt 14,22-33).

Dopo la moltiplicazione dei pani, che aveva entusiasmato la folla, Gesù ordina ai suoi di salire sulla barca e di precederlo all’altra riva, mentre Egli avrebbe congedato la gente. L’immagine di questa traversata sul lago evoca in qualche modo il viaggio della nostra esistenza. La barca della nostra vita, infatti, avanza lentamente, sempre inquieta perché alla ricerca di un approdo felice, pronta ad affrontare i rischi e le opportunità del mare, ma anche desiderosa di ricevere dal timoniere una virata che conduca finalmente verso la giusta rotta. Talvolta, però, le può capitare di smarrirsi, di lasciarsi abbagliare dalle illusioni invece che seguire il faro luminoso che la conduce al porto sicuro, o di essere sfidata dai venti contrari delle difficoltà, dei dubbi e delle paure.

Succede così anche nel cuore dei discepoli, i quali, chiamati a seguire il Maestro di Nazaret, devono decidersi a passare all’altra riva, scegliendo con coraggio di abbandonare le proprie sicurezze e di mettersi alla sequela del Signore. Questa avventura non è pacifica: arriva la notte, soffia il vento contrario, la barca è sballottata dalle onde, e la paura di non farcela e di non essere all’altezza della chiamata rischia di sovrastarli.

Il Vangelo ci dice, però, che nell’avventura di questo non facile viaggio non siamo soli. Il Signore, quasi forzando l’aurora nel cuore della notte, cammina sulle acque agitate e raggiunge i discepoli, invita Pietro ad andargli incontro sulle onde, lo salva quando lo vede affondare, e infine sale sulla barca e fa cessare il vento.

La prima parola della vocazione, allora, è gratitudine. Navigare verso la rotta giusta non è un compito affidato solo ai nostri sforzi, né dipende solo dai percorsi che scegliamo di fare. La realizzazione di noi stessi e dei nostri progetti di vita non è il risultato matematico di ciò che decidiamo dentro un “io” isolato; al contrario, è prima di tutto la risposta a una chiamata che ci viene dall’Alto. È il Signore che ci indica la riva verso cui andare e che, prima ancora, ci dona il coraggio di salire sulla barca; è Lui che, mentre ci chiama, si fa anche nostro timoniere per accompagnarci, mostrarci la direzione, impedire che ci incagliamo negli scogli dell’indecisione e renderci capaci perfino di camminare sulle acque agitate.

Ogni vocazione nasce da quello sguardo amorevole con cui il Signore ci è venuto incontro, magari proprio mentre la nostra barca era in preda alla tempesta. «Più che una nostra scelta, è la risposta alla chiamata gratuita del Signore» (Lettera ai sacerdoti, 4 agosto 2019); perciò, riusciremo a scoprirla e abbracciarla quando il nostro cuore si aprirà alla gratitudine e saprà cogliere il passaggio di Dio nella nostra vita.

Quando i discepoli vedono Gesù avvicinarsi camminando sulle acque, inizialmente pensano che si tratti di un fantasma e hanno paura. Ma subito Gesù li rassicura con una parola che deve sempre accompagnare la nostra vita e il nostro cammino vocazionale: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (v. 27). Proprio questa è la seconda parola che vorrei consegnarvi: coraggio.

Ciò che spesso ci impedisce di camminare, di crescere, di scegliere la strada che il Signore traccia per noi sono i fantasmi che si agitano nel nostro cuore. Quando siamo chiamati a lasciare la nostra riva sicura e abbracciare uno stato di vita – come il matrimonio, il sacerdozio ordinato, la vita consacrata –, la prima reazione è spesso rappresentata dal “fantasma dell’incredulità”: non è possibile che questa vocazione sia per me; si tratta davvero della strada giusta? Il Signore chiede questo proprio a me?

E, via via, crescono in noi tutte quelle considerazioni, quelle giustificazioni e quei calcoli che ci fanno perdere lo slancio, ci confondono e ci lasciano paralizzati sulla riva di partenza: crediamo di aver preso un abbaglio, di non essere all’altezza, di aver semplicemente visto un fantasma da scacciare.

Il Signore sa che una scelta fondamentale di vita – come quella di sposarsi o consacrarsi in modo speciale al suo servizio – richiede coraggio. Egli conosce le domande, i dubbi e le difficoltà che agitano la barca del nostro cuore, e perciò ci rassicura: “Non avere paura, io sono con te!”. La fede nella sua presenza che ci viene incontro e ci accompagna, anche quando il mare è in tempesta, ci libera da quell’accidia che ho già avuto modo di definire «tristezza dolciastra» (Lettera ai sacerdoti, 4 agosto 2019), cioè quello scoraggiamento interiore che ci blocca e non ci permette di gustare la bellezza della vocazione.

Nella Lettera ai sacerdoti ho parlato anche del dolore, ma qui vorrei tradurre diversamente questa parola e riferirmi alla fatica. Ogni vocazione comporta un impegno. Il Signore ci chiama perché vuole renderci come Pietro, capaci di “camminare sulle acque”, cioè di prendere in mano la nostra vita per metterla al servizio del Vangelo, nei modi concreti e quotidiani che Egli ci indica, e specialmente nelle diverse forme di vocazione laicale, presbiterale e di vita consacrata. Ma noi assomigliamo all’Apostolo: abbiamo desiderio e slancio, però, nello stesso tempo, siamo segnati da debolezze e timori.

Se ci lasciamo travolgere dal pensiero delle responsabilità che ci attendono – nella vita matrimoniale o nel ministero sacerdotale – o delle avversità che si presenteranno, allora distoglieremo presto lo sguardo da Gesù e, come Pietro, rischieremo di affondare. Al contrario, pur nelle nostre fragilità e povertà, la fede ci permette di camminare incontro al Signore Risorto e di vincere anche le tempeste. Lui infatti ci tende la mano quando per stanchezza o per paura rischiamo di affondare, e ci dona lo slancio necessario per vivere la nostra vocazione con gioia ed entusiasmo.

Infine, quando Gesù sale sulla barca, il vento cessa e le onde si placano. È una bella immagine di ciò che il Signore opera nella nostra vita e nei tumulti della storia, specialmente quando siamo nella tempesta: Egli comanda ai venti contrari di tacere, e le forze del male, della paura, della rassegnazione non hanno più potere su di noi.

Nella specifica vocazione che siamo chiamati a vivere, questi venti possono sfiancarci. Penso a coloro che assumono importanti compiti nella società civile, agli sposi che non a caso mi piace definire “i coraggiosi”, e specialmente a coloro che abbracciano la vita consacrata e il sacerdozio. Conosco la vostra fatica, le solitudini che a volte appesantiscono il cuore, il rischio dell’abitudine che pian piano spegne il fuoco ardente della chiamata, il fardello dell’incertezza e della precarietà dei nostri tempi, la paura del futuro. Coraggio, non abbiate paura! Gesù è accanto a noi e, se lo riconosciamo come unico Signore della nostra vita, Egli ci tende la mano e ci afferra per salvarci.

E allora, pur in mezzo alle onde, la nostra vita si apre alla lode. È questa l’ultima parola della vocazione, e vuole essere anche l’invito a coltivare l’atteggiamento interiore di Maria Santissima: grata per lo sguardo di Dio che si è posato su di lei, consegnando nella fede le paure e i turbamenti, abbracciando con coraggio la chiamata, Ella ha fatto della sua vita un eterno canto di lode al Signore.

Carissimi, specialmente in questa Giornata, ma anche nell’ordinaria azione pastorale delle nostre comunità, desidero che la Chiesa percorra questo cammino al servizio delle vocazioni, aprendo brecce nel cuore di ogni fedele, perché ciascuno possa scoprire con gratitudine la chiamata che Dio gli rivolge, trovare il coraggio di dire “sì”, vincere la fatica nella fede in Cristo e, infine, offrire la propria vita come cantico di lode per Dio, per i fratelli e per il mondo intero. La Vergine Maria ci accompagni e interceda per noi.

Roma, San Giovanni in Laterano, 8 marzo 2020, II Domenica di Quaresima

Francesco

L'Arte dell'Accompagnamento

Triduo Pasquale 2020

Il Sussidio di accompagnamento spirituale del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile

 

Il Sussidio di accompagnamento spirituale per Adolescenti e Giovani, preparato dal Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile in vista del tempo di Quaresima e del tempo Pasquale (esattamente dal 26 febbraio al 31 maggio, dalle Ceneri a Pentecoste) incarna ciò che Papa Francesco chiede a tutte le Comunità cristiane: spendersi nell’arte dell’accompagnamento!

 

In questi giorni speciali del Triduo Pasquale, vogliamo offrire un’opportunità in più, perché i giovani avvertano l’ebbrezza di una vita risorta!

Cliccando sulle copertine troverai il Vangelo e il commento relativo per ogni giorno.

 

La Caritas Diocesana di Otranto continua la sua azione con i servizi essenziali.

La carità non si ferma

Aiutaci ad Aiutare!

La Caritas dell'Arcidiocesi di Otranto continua i suoi servizi essenziali nel rispetto delle norme vigenti:
•Distribuzione viveri nei centri di Maglie e di Poggiardo;
•Pranzo d’asporto presso la Mensa Buon Pastore di Galatina;
Abbiamo distribuito, ad oggi, nei centri di Maglie e di Poggiardo viveri a 185 famiglie raggiungendo un totale di circa 563 persone.
 Nella Mensa Buon Pastore di Galatina sono stati distribuiti dal 16 marzo al 30 marzo 310 pranzi d'asporto.
Grazie ai volontari, grazie a coloro che in varie forme stanno dimostrando generosità e attenzione, grazie alla Protezione civile per la preziosa collaborazione.

Incontri di approfondimento

Il testamento spirituale di Gesù nel Vangelo di Giovanni

Settimana Biblica

Dal 18 al 20 febbraio 2020, in occasione della Settima Biblica, avranno luogo gli incontri sul tema Il testamento spirituale di Gesù nel Vangelo di Giovanni.

Gli appuntamenti si terranno dalle ore 18:30 alle 20:00 presso l’Auditorium Porta d’Oriente di Otranto e saranno a cura del relatore don Giorgio Zevini, sacerdote salesiano e docente emerito di Nuovo Testamento presso l’università Pontificia Salesiana.

I destinatari sono

  • Presbiteri, Religiosi/e, Diaconi Permanenti;
  • Lettori, Accoliti e Ministri istituiti;
  • Catechisti e Docenti di religione;
  • Gruppi famiglia e gruppi di adulti;
  • Associazioni e Movimenti ecclesiali;
  • Laici adulti alla ricerca della Parola di Verità.

 

Laboratorio coppie ferite

Il volto “nuovo” della Chiesa

Domenica 16 Febbraio si terrà, presso l’Oasi di Santa Cesarea Terme, l’incontro per le coppie ferite, a cura dell’Ufficio Pastorale Familiare.

L’appuntamento è alle ore 9:30, per iniziare il laboratorio alle ore 9:45, durante il quale interverranno Don Giuseppe Mengoli, Marco Cucurachi e Simonetta Sberna.

A seguire, dopo una breve pausa, alle ore 11:45 è sarà celebrata la Santa Messa.

L’impegno politico dei cattolici alla luce del magistero di Papa Francesco

Seminario di Formazione Etico-Sociale

Il 30 Gennaio alle ore 19:00 presso la sala convegni Santi Medici di Maglie, si terrà il seminario di Formazione Etico-Sociale a cura dell’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro, dell’Azione Cattolica e della Caritas Idruntina.

Il tema del seminario sarà l’Impegno politico dei cattolici alla luce del magistero di Papa Francesco e sarà approfondito dal Prof. Fulvio de Giorgi, docente presso L’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Sono invitati in modo particolare tutti gli operatori pastorali, i soci dell’Azione Cattolica, i volontari della Caritas Idruntina, gli insegnanti di religione, gli operatori sociali, quanti prestano il loro servizio nell’amministrazione delle nostre città.

Consulta Diocesana per la Pastorale della Salute

Lui vive e ti vuole vivo!

Appuntamenti 2020

 

In collaborazione con:

AMCI sez. Otranto
A.V.O. di Maglie e di Galatina
CAV e MPV di Noha
U.N.I.T.A.L.S.I. sottorez. di Otranto

 

Il cuore di ogni giovane deve essere considerato ‘terra sacra’, portatore di semi di vita divina e davanti al quale dobbiamo ‘toglierci i sandali’ per poterci avvicinare e approfondire il Mistero (Christus vivit, 67).

Nel mondo di oggi, pieno di progressi, tante di queste vite sono esposte alla sofferenza e alla manipolazione (Christus vivit, 71).

Abusi e dipendenze (droghe, tabagismo, alcool, doping, ludopatia) così come violenza e devianza sono tra le ragioni che portano i giovani in carcere (Christus vivit, 72), privi della propria dignità, salute, libertà. L’ambiente digitale, poi, caratterizza il mondo giovanile e se da un lato Internet e le reti sociali hanno creato un nuovo modo di comunicare e stabilire legami e sono una piazza in cui i giovani trascorrono molto tempo e si incontrano facilmente, dall’altra l’ambiente digitale è anche un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza.

I media digitali possono esporre al rischio di dipendenza, di isolamento e di progressiva perdita di contatto con la realtà concreta, ostacolando lo sviluppo di relazioni interpersonali autentiche. Gli spazi digitali ci rendono anche ciechi alla fragilità dell’altro e ci impediscono l’introspezione (Christus Vivit, 87.88.90).

Ora non possiamo essere una Chiesa che non piange di fronte a questi drammi dei suoi figli giovani. Certe realtà della vita, infatti, si vedono soltanto con gli occhi puliti delle lacrime (Christus Vivit, 75.76).

La Pastorale della Salute vuole essere di stimolo affinché ogni comunità cristiana si faccia vicina ad un giovane che soffre per far sentire la tenerezza del Cristo buon samaritano che si china a lenire le ferite, a farsi carico della sua vita per aprirgli solchi di speranza. Gesù si fa presente in queste croci dei giovani, per offrire loro la sua amicizia, il suo sollievo, la sua compagnia risanatrice, e la Chiesa vuole essere il suo strumento in questo percorso verso la guarigione interiore e la pace del cuore (Christus Vivit, 83).

 

Per sostenere la comunità cristiana nell’accompagnamento dei giovani a vivere la vita in piena salute, libertà e dignità si offre:

InVita Giovani: percorso di libertà contro ogni dipendenza

1.1 Giovani e sostante legali e illegali: alcolismo, tabagismo, doping, ludopatia (14 gennaio 2020)

Relatore:

Dott.ss Paola Lanzillotti, Psicologa e Psicoterapeuta Comunità Airone – Trepuzzi (LE)
Dott.ssa Federica Giannaccari, Criminologa.

1.2 Giovani e droghe leggere e pesanti (21 gennaio 2020)

Relatore:

Dott.ss Maria Angela De Pascali, Psichiatra Direttore Medico SERD Copertino (LE) – Campi Salentina (LE) Nardò (LE)
Prof. Dott. Mario Bisconti, Presidente di A.MaRe.D Lecce.

1.3 Giovani e dipendenze (28 gennaio 2020)

Relatore:

Dott.ssa Antonella Giurgola, Direttore USSM – Lecce.

 

2. Convegno Diocesano di Pastorale della Salute: I giovani Interrogano Internet

Maglie – Sala Convegni SS. Medici
6 febbraio 2020 – ore 19:30

Presiede:
Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Donato Negro
Arcivescovo di Otranto

Introduce:
Don Francesco Coluccia
Delegato diocesano per la Pastorale della Salute

Modera:
Dott. Antonio Palumbo
Presidente dell’AMCI sez. di Otranto

Relatore:
Prof. Dott. Federico Tonioni
Direttore Istituto di Psichiatria e Psicologia
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

 

3. Celebrazione della XXVIII Giornata Mondiale del Malato:

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi io vi ristorerò (MT 11,28)

11 febbraio 2020 a livello parrocchiale.

La S.V. è invitata a partecipare