Author: admindiocesi

I° Convegno internazionale del ciclo L'eterno nel Tempo

Spazio Sacro e Iconografia – I° convegno internazionale – Otranto

Associazione Pantaleone organizza il primo convegno sull'Arte Sacra

L’Eterno nel Tempo
Il ciclo di convegni che inauguriamo, dedicato al tema articolato dell’arte e dell’architettura per la liturgia cristiana, nasce allo scopo di indagare i processi vitali che incarnano la Tradizione cristiana nel mondo contemporaneo.

Preso atto della crisi che ha colpito l’arte e l’architettura per il culto, ciò che si intende proporre è un sereno spazio di confronto in cui tornare a mettere a fuoco l’essenziale, riscoprendo le figure e i simboli più intimamente correlati allo spazio e al tempo della liturgia. Tale obiettivo sarà perseguito attingendo alla preziosa lezione della storia passata e recente attraverso un dialogo con i rappresentanti del Cattolicesimo e dell’Ortodossia, tracciando un virtuale percorso di approfondimento la cui prima e ambiziosa tappa affronterà il tema capitale dello spazio sacro e del suo corredo iconografico. L’ampiezza geografico-temporale della riflessione e la volontà di radunare punti di vista diversi conferiscono all’iniziativa un respiro internazionale e un evidente carattere di novità, che si auspica potranno contribuire al cammino di ricerca sviluppatosi negli ultimi anni e al dialogo tra le principali componenti della fede cristiana.

L’iscrizione è aperta a chiunque sia interessato agli argomenti proposti.
La quota di iscrizione, non rimborsabile, è di euro 35, da versare tramite bonifico bancario entro il 27/09/2019. Per iscriversi è necessario compilare l’apposito modulo sulla pagina web.

Per il programma dettagliato consultare la pagina web.

Associazione Pantaleone

Una settimana di preghiera, incontri e solidarietà in onore della pace

Giornata mondiale della pace in Palestina e Istraele

Umanità e uguaglianza nella Creazione di Dio

Dal 15 al 22 settembre si svolgerà, come ogni anno, la Settimana mondiale per la pace in Palestina e Israele. Il tema di quest’anno sarà Umanità e uguaglianza nella Creazione di Dio, e tutte le parrocchie e le organizzazioni ecclesiali e laicali ne trarranno spunto per organizzare dibattiti, liturgie e azioni solidali a favore di Israeliani e Palestinesi che vivono ogni giorno frustrati dalla guerra. Durante questi giorni avrà anche luogo, il 21 settembre, la Giornata Internazionale di preghiera per la pace.

Maggiori info

Calendario appuntamenti

Week-end Vocazionali per ragazzi Ora X

Ritornano gli incontri per le vocazioni del CDV

Domenica 20 Ottobre riprenderanno, presso il seminario arcivescovile, gli incontri vocazionali Ora X organizzati dal Centro Diocesano Vocazioni.

Calendario appuntamenti 2019/2020

Domenica 20 ottobre – dalle 8:30 alle 16:00

Domenica 17 novembre -dalle 8:30 alle 16:00

Sabato 7 e Domenica 8 dicembre – dalle 16:00 di sabato alle 15:00 di domenica

Sabato 21 dicembre – Festa di Natale dalle 18:30 alle 20:30

Domenica 26 gennaio – dalle 8:30 alle 16:00

Domenica 16 febbraio – dalle 8:30 alle 16:00

Domenica 15 marzo – dalle 8:30 alle 16:00

Mercoledì 8 e Giovedì 9 aprile – dalle 16 di martedì alle 15 di giovedì

Domenica 3 maggio – dalle 8:30 alle 16:00

Domenica 7 giugno – dalle 10:00 alle 15:00

 

Convegno
catechistico
diocesano
2019/2020

"Già mi chiami?" cosa desidera il Signore dai ragazzi

Giovedì 17 ottobre dalle 18:30 alle 20:30, presso l’auditorium Porta d’Oriente, si è tenuto il convegno catechistico diocesano. Il tema del convegno è stato“Già mi chiami?” cosa desidera il Signore dai ragazzi ed ha visto la partecipazione di Don Francesco Nigro, direttore dell’ufficio catechistico di Taranto.

Scarica i materiali del convegno


 

 

 

19-20 settembre 2019

Convegno
pastorale
diocesano
2019/2020

Una comunità che evangelizza ed educa... i giovani

Giovedì 19 e Venerdì 20 settembre, presso l’auditorium Porta d’Oriente, avrà luogo il convegno ecclesiale diocesano per il nuovo anno pastorale.

Una comunità che evangelizza ed educa… i giovani è il tema dell’incontro, che vede, ancora una volta, come protagonisti i giovani e la loro crescita all’interno della comunità.

Giovedì 19 – Una lettura socio-educativa della realtà giovanile
Don Giuliano Zanchi, teologo e segretario generale della Fondazione Bernareggi di Bergamo

Venerdì 20 – I percorsi di fede dei giovani (di) oggi
Prof.ssa Cristina Pasqualini, docente e ricercatrice di Sociologia generale presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

 

 

Orientamento per l'anno pastorale 2019/2020

Le linee
guida del
Vescovo per
il nuovo anno

Una chiesa amica che accompagna i giovani nella scoperta della loro vocazione

Orientamento per l'anno pastorale 2019/2020

Le linee guida del Vescovo per il nuovo anno

Una chiesa amica che accompagna i giovani nella scoperta della loro vocazione

 

Il cammino della Chiesa ha vissuto il momento forte del Sinodo dei giovani e ha visto arricchirsi dell’Esortazione Apostolica di papa Francesco Christus vivit e ha raccolto e rilanciato tutto il bagaglio dei contenuti emersi nel confronto sinodale. Anche la nostra Chiesa diocesana da qualche anno orienta il nostro sguardo sui preadolescenti, sugli adolescenti, e sui giovani sottolineando l’importanza di accogliere il dono della loro presenza e del loro peculiare protagonismo all’interno della comunità cristiana.

Per questo il prossimo anno pastorale 2019-2020 concentreremo le nostre attenzioni sulla dimensione vocazionale, che insieme a quella missionaria, costituisce il binomio su cui ordinariamente si muove la Chiesa intera. Utilizzeremo come canovaccio alcune linee guida che con facilità traiamo dallo stesso testo del Papa.

 

Un grande annuncio: Cristo vive!

Dall’Esortazione apostolica si può ricavare la priorità di un annuncio che è grande per il suo contenuto e presuppone la forza e la fedeltà di chi lo annuncia. Tutto il resto è innervato, infatti, da un annuncio di fede chiaro, immediato, rivolto direttamente ai giovani. Il Papa sembra voglia indicarci l’impossibilità di dare per scontato l’annuncio della fede in Gesù Cristo e, come di frequente, nello sviluppo del documento, sceglie una forma dialogica interlocutoria e narrativa, richiamando lo stile del Signore, quando a Cesarea di Filippo chiedeva ai suoi discepoli chi fosse.

La fede vive di dialogo. Ogni vocazione nasce dal dialogo e, ancor prima, da un incontro. Al cap. IV, infatti, il Papa richiama la decisiva importanza di questo annuncio quando afferma che questo «è la cosa più importante, la prima cosa, che non dovrebbe mai essere taciuta», ma già nelle prime battute del testo e nel titolo stesso si legge questa forte tensione: annunciare che «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo! Lui è in te, Lui è con te e non se va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, Lui sarà li per ricordarti la forza e la speranza» (nn. 1-2).

La freschezza, l’attualità e la forza di questo annuncio trovano la via più efficace nell’invito alla scoperta dell’amicizia con Gesù. Sappiamo bene quanto sia decisiva la dimensione dell’amicizia nella vita dei giovani e, proprio per questo motivo, leggere l’incontro con Gesù e interpretare la risposta della fede in chiave amicale è, senza dubbio, soprattutto una carta vincente.

Si legge «l’amicizia con Gesù è indissolubile. Egli non ci abbandona mai, anche se a volte sembra stare in silenzio. Quando abbiamo bisogno di Lui, si lascia trovare da noi (Ger 29, 14). E sta al nostro fianco dovunque andiamo (cf. Gs 1, 9). Perché Egli non rompe mai un’alleanza. A noi chiede di non abbandonarlo: “Rimanete in me e io in voi” (Gv 15, 4). Ma se ci allontaniamo, “Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso” (2Tm 2, 13)» (n. 154). Vengono esortati quindi i giovani ad avere «più amicizia con Lui» (n. 161).

Il testo, infatti, sottolinea la necessità di leggere la vocazione come un’offerta di amicizia da parte di Gesù, e come una risposta di amicizia da parte dei giovani (cf. nn. 250-252 e nn. 273-277). Solo da questa amicizia vissuta, nella quale, però, occorre imparare ad esercitarsi ogni giorno con l’ascolto della Parola e con la grazia dei Sacramenti, il giovane comincia a maturare le sue scelte affettive, familiari e lavorative.

 

Il volto del giovane vivo

Il giovane va con due piedi come gli adulti, ma […] ne ha sempre uno davanti all’altro (n. 139).

Non è nuovo, innanzitutto, il richiamo alla concretezza che si trova anche nel testo post-sinodale e che fu messo in chiaro già al Convegno Nazionale di Firenze, quando si fece riferimento a un “umanesimo cristiano”. È un punto di non ritorno che è destinato a valorizzare sempre di più lo stile ecclesiale. È un invito a non cadere nella trappola delle facili ideologizzazioni, a uscire dal guscio protetto delle conclusioni teoriche e a scendere per strada. Afferma, infatti, il Papa: «la gioventù non è un oggetto che può essere analizzato in termini astratti. In realtà, “la gioventù” non esiste, esistono i giovani con la loro vita concreta» (n. 171).

Le peculiarità del giovane concreto poi vengono messe ben in evidenza. Nel documento attraverso la voce del Papa i giovani parlano, si presentano, comunicano ciò che hanno dentro. Egli, rivolgendosi a loro, li invita a scoprire che «tutto può essere inserito in un cammino di risposta al Signore, che ha un progetto stupendo per noi» (n. 248), che tutto deve essere letto in chiave vocazionale.  E nello stesso tempo, li esorta a considerare alcune loro preziose prerogative: la dimensione del ‘desiderio’, sia in rapporto al presente da non sciupare, sia in riferimento al futuro da costruire (cf. nn. 84; 91; 144; 147); la capacità di saper tenere insieme presente, passato e futuro (cf. n. 199); la cura della dimensione spirituale che merita di essere salvaguardata e approfondita, rispetto a quella meramente fisica, così tanto enfatizzata dal contesto presente (cf. nn. 158-159); la consapevolezza della propria unicità per una sua opportuna valorizzazione (cf. n.162) e l’importanza di cogliere il valore dell’“adesso”, di cui i giovani sono la migliore concretizzazione (cf. cap. III).

Il documento indica anche gli ampi orizzonti in cui inserire il percorso vocazionale: quali la valorizzazione a scoprire e investire su ciò che si è (cf. n. 257), la sincera propensione a mettersi in ascolto della Parola di Dio (cf. n. 244) e degli altri, i concreti e sinceri percorsi di fraternità, la spinta a spendersi generosamente e l’apertura agli altri (tema che sarà ripreso nei nn. 253-257), iniziando da chi è più vicino (cf. cap. V).

Una chiave di lettura di ciò che ogni giovane porta nel cuore è poi, senza dubbio, la categoria dei “sogni”, accanto a quella delle “radici” che richiamano l’urgenza di un proficuo dialogo intergenerazionale.

Quelli evidenziati sono dei “percorsi”, tuttavia, nei quali i giovani non possono inevitabilmente essere lasciati da soli.

Il ruolo della comunità ecclesiale: ritrovare il canto di Orfeo (n. 223)
Non basta che da parte della Chiesa ci sia un annuncio… deve essere il più bello. Ma l’ambiguità della categoria della bellezza impone ai cristiani di purificarla da tutte le interferenze consumistiche e narcisistiche e di precisarne l’utilizzo, affinchè acquisti i connotati evangelici. Così si esprime il testo:

«Cari giovani, non permettete che usino la vostra giovinezza per favorire una vita superficiale, che confonde la bellezza con l’apparenza. Sappiate invece scoprire che c’è una bellezza nel lavoratore che torna a casa sporco e in disordine, ma con la gioia di aver guadagnato il pane per i suoi figli. C’è una bellezza straordinaria nella comunione della famiglia riunita intorno alla tavola e nel pane condiviso con generosità, anche se la mensa è molto povera. C’è una bellezza nella moglie spettinata e un po’ anziana che continua a prendersi cura del marito malato al di là delle proprie forze e della propria salute. Malgrado sia lontana la primavera del corteggiamento, c’è una bellezza nella fedeltà delle coppie che si amano nell’autunno della vita e in quei vecchietti che camminano tenendosi per mano. C’è una bellezza che va al di là dell’apparenza o dell’estetica di moda in ogni uomo e ogni donna che vivono con amore la loro vocazione personale, nel servizio disinteressato per la comunità, per la patria, nel lavoro generoso per la felicità della famiglia, impegnati nell’arduo lavoro anonimo e gratuito di ripristinare l’amicizia sociale. Scoprire, mostrare e mettere in risalto questa bellezza, che ricorda quella di Cristo sulla croce, significa mettere le basi della vera solidarietà sociale e della cultura dell’incontro» (n. 183).

Se è vero l’assioma Fides ex auditu, viene da chiedersi che tipo di racconto sentono i giovani dalla Chiesa, che immagine di Chiesa si fanno. Per questo il Papa, dopo aver ascoltato i giovani nel Sinodo dà delle indicazioni forti e perentorie. «La Chiesa è una canoa, in cui gli anziani aiutano a mantenere la rotta interpretando la posizione delle stelle e i giovani remano con forza immaginando ciò che li attende più in là» (n. 201). È un invito a scoprire che «l’intera comunità evangelizza i giovani e che i giovani siano più protagonisti delle proposte pastorali» (n. 202).

Diventa chiaro che non si danno più comunicazioni teoriche, indottrinamenti, lezioni di catechesi a prescindere dai vissuti dei giovani, che, invece, hanno bisogno che si crei un contesto «che permetta loro anche di condividere la vita» (n. 204) e li stimoli al raggiungimento del «bene possibile» (n. 232), imparando gli uni dagli altri, perché la Chiesa è «una rete di svariati doni». Solo così essi potranno vivere la fatica della ricerca e della crescita (cf. n. 209).

Il testo invita ad «avvicinarsi ai giovani con la grammatica dell’amore non con il proselitismo» (n. 211), utilizzando verso di loro e soprattutto verso chi è cresciuto «in un mondo di ceneri», «un’accoglienza cordiale» (n. 216). Dire Chiesa e dire comunità cristiana non significa sfumare la responsabilità di accompagnamento su tutti e nessuno. Il testo da una parte richiama l’icona di Emmaus dove Gesù aiuta i due pellegrini a «riconoscere», «interpretare» e a «scegliere» (n. 237) camminando insieme con loro, dall’altra fa riferimento allo stile concreto di chi ha la responsabilità di accompagnare, uno stile certamente non facile e che non può essere improvvisato.

«Un simile accompagnatore dovrebbe possedere alcune qualità: essere un cristiano fedele impegnato nella Chiesa e nel mondo; essere in continua ricerca della santità; essere un confidente che non giudica; ascoltare attivamente i bisogni dei giovani e dare risposte adeguate; essere pieno d’amore e di consapevolezza di sé; riconoscere i propri limiti ed essere esperto delle gioie e dei dolori della vita spirituale. Una qualità di primaria importanza negli accompagnatori è il riconoscimento della propria umanità, ovvero che sono esseri umani e che quindi sbagliano: non persone perfette, ma peccatori perdonati. A volte gli accompagnatori vengono messi su un piedistallo, e la loro caduta può avere effetti devastanti sulla capacità dei giovani di continuare ad impegnarsi nella Chiesa. Gli accompagnatori non dovrebbero guidare i giovani come se questi fossero seguaci passivi, ma camminare al loro fianco, consentendo loro di essere partecipanti attivi del cammino. Dovrebbero rispettare la libertà che fa parte del processo di discernimento di un giovane, fornendo gli strumenti per compierlo al meglio. Un accompagnatore dovrebbe essere profondamente convinto della capacità di un giovane di prendere parte alla vita della Chiesa. Un accompagnatore dovrebbe coltivare i semi della fede nei giovani, senza aspettarsi di vedere immediatamente i frutti dell’opera dello Spirito Santo. Il ruolo di accompagnatore non è e non può essere riservato solo a sacerdoti e a persone consacrate, ma anche i laici dovrebbero essere messi in condizione di ricoprirlo. Tutti gli accompagnatori dovrebbero ricevere una solida formazione di base e impegnarsi nella formazione permanente» (n. 246).

L’accompagnamento dei giovani, perciò, è un vero e proprio ministero. Nell’arte di accompagnare si deve trasmettere con molta bontà e affetto la buona notizia che viene da Dio, ma si comunica anche la propria vita. «Non possiamo dimenticare che l’accompagnamento spirituale è un lavoro essenzialmente religioso. Con facilità, però, si cade nel pericolo di accompagnare la vita quotidiana dei giovani e i conflitti che in essa avvengono, lasciando da parte la grazia divina. Sappiamo che Gesù, il nostro Signore, ci accompagna. Qualsiasi accompagnamento passa attraverso la consapevolezza che è Dio il primo accompagnatore dei giovani. Una intuizione questa che non è per nulla scontata. Per quanto l’accompagnatore faccia e per quanto i giovani vivano, accadono sempre degli autentici miracoli» (David Cabrera Molino, Accompagnare i giovani nei loro processi decisionali, in «Tempi dello Spirito», gennaio - marzo 2019, p. 23).

Pastorale vocazionale: la sfida del discernimento vocazionale nell’accompagnamento dei giovani
Una pastorale vocazionale è tutta orientata ad aiutare i giovani a scoprire il progetto che Dio ha su di loro e permettere di scoprirsi dono ricevuto e capace di donarsi a sua volta: questo «implica di lasciarsi trasformare da Cristo e allo stesso tempo una pratica abituale del bene» (n. 282).

Il clima adatto per questo sarà naturalmente la preghiera prolungata, l’ascolto della Parola, della propria storia e degli altri.

La certezza che deve animare, tuttavia, è che con il Signore non si perde nulla, ma che si può giungere ad «una vita migliore» (n. 284), perché si capisca che obiettivo del discernimento vocazionale è orientare «la vita in riferimento agli altri» (n. 286) e mai verso se stessi. Solo così si possono scongiurare le tante minacce esistenziali che il Papa non manca di mettere in evidenza: quali il lamento e la rassegnazione, l’ansia, l’insicurezza e l’apatia (cf. nn. 141-142; 174).

Il segreto sarà quello di «mettere in contatto questo desiderio dell’“infinito di quando non si è ancora provato a iniziare” con l’amicizia incondizionata che Gesù ci offre» (n. 290).

Il Papa richiama, inoltre, la necessità di alcune “attenzioni” perché il discernimento sia efficace: deve essere attento alla persona che desidera mettersi in cammino, deve vivere fino in fondo lo sforzo di fare giungere il giovane alla verità di sé, deve saper cogliere gli impulsi e i desideri più profondi del giovane e misurarli con il Vangelo.

Il testo, infine, non tace l’importanza da parte di chi accompagna a saper scomparire per lasciare che l’altro segua la strada che ha scoperto, e saper suscitare processi condotti dalla insostituibile regia di chi si fa guidare, a essere ben esercitato a percorrere in prima persona ciò che propone al giovane che sta muovendo i primi passi (cf. n. 298).

✢ Donato Negro

        Arcivescovo

Mandato dei catechisti e degli animatori di ACR e Oratorio

Mandato diocesano 2019/2020

Venerdì 18 Ottobre alle ore 18:30 presso la cattedrale avverrà la consegna del mandato a tutti i catechisti e animatori diocesani

Venerdì 18 ottobre presso la Cattedrale dei SS. Martiri di Otranto durante la celebrazione delle 18:30, tutti i catechisti, gli animatori di ACR e gli animatori di oratorio della nostra diocesi riceveranno, per mano del Vescovo, il mandato per l’anno pastorale 2019/2020.

Otranto. Al via i festegiamenti in onore dei Santi Patroni della Città.

Festa dei Santi Martiri 2019

13-14-15 Agosto la città di Otranto si veste a festa per ricordare il martirio del 1480.

Domenica 12 maggio 2013 Papa Francesco ha canonizzato i Martiri di Otranto. Giornata storica per la Comunità otrantina e per la Diocesi tutta, attesa ormai da tempo dopo un lungo e faticoso percorso. Otranto vive in questi giorni i festeggiamenti in loro onore, come ogni anno, in quanto patroni della Città e dell'Arcidiocesi. La tredicina viene aperta il 31 luglio in Cattedrale con la solenne esposizione dell'urna dei Martiri. Il 13 agosto è interamente dedicato alla commemorazione civile dell'eccidio di Otranto. In prima serata, il sindaco della cittadina, l'Arcivescovo, le autorità civili, militari e religiose, partono dal palazzo comunale e si recano presso il “Monumento”, in piazza degli Eroi. Deposta una corona di fiori, si tiene il discorso commemorativo. In tarda serata, viene organizzata una veglia diocesana per giovani sul colle del martirio, per rinnovare il perenne messaggio di speranza e di impegno civile degli Ottocento.
Il 14 agosto, alle 11, in Cattedrale si svolge il solenne pontificale presieduto dall'Arcivescovo con la presenza delle autorità, del presbiterio diocesano e di una larga partecipazione del laicato della diocesi. Nel pomeriggio, si svolge la processione con l'urna contenente le reliquie dei SS. Martiri trasportate per le vie della città dai sacerdoti della diocesi hydruntina. Le luminarie pervadono le strade principali del paese, creando un effetto goliardico, e numerose bancarelle si preparano per accogliere locali e turisti. La banda intona i classici e allieta i visitatori con le sue dolci note. Dopo la mezzanotte, il suggestivo spettacolo pirotecnico.

Programma
Festeggiamenti religiosi

31 luglio
ore 19.30 in Cattedrale: inizio solenne tredicina presieduta da S.E. Monsignor Arcivescovo.
Si alterneranno in pellegrinaggio i Vicariati dell’Arcidiocesi.

13 agosto
ore 21.30 sul Colle dei Martiri veglia diocesana di preghiera presieduta da Sua Ecc. l’Arcivescovo.

14 agosto
In Cattedrale celebrazione Sante Messe: ore 7.00 – 8.30 – 10.00 – 18.00
Ore 11.00
Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc. Monsignor Luigi Mansi, Vescovo di Andria, con la partecipazione di S.E. Monsignor Donato Negro, nostro Arcivescovo, di S. Ecc. Monsignor Bruno Musarò, Nunzio in Egitto, di Monsignor Franco Coppola Nunzio in Messico, del Capitolo Cattedrale, dei Presbiteri Religiosi e Diaconi dell’Arcidiocesi e dei Seminaristi diocesani.
Ore 19.30
Processione cittadina presieduta da S.E. Mons. Arcivescovo con l’Urna delle Reliquie dei Santi Martiri portata dai rev.mi Presbiteri diocesani giovani.
Vi parteciperanno il Sindaco di Otranto dott. Pierpaolo Cariddi con le Autorità civili e militari della città.

Festeggiamenti Civili

13 agosto

Ore 20.00
Piazzale degli Eroi: Commemorazione Civile degli Eroi e Martiri Otrantini caduti nel 1480, dopo il saluto del Sindaco, la professoressa Luciana Petracca, docente di Storia Medioevale nell’Università del Salento terrà il discorso commemorativo.

Otranto in Musica

Gran Conterto Bandistico Città di Bracigliano (SA) “Francesco D’Amato”
Maestro Direttore e Concertatore: Carmine Santaniello.
Ore 10.00 Matinèe
Ore 18.30 raduno banda Piazzale Molo Santi Martiri
Ore 19.30 Partenza dal Municipio per la Commemorazione Civile
Ore 21.30 Concerto Bandistico.

14 agosto

Otranto in Festa

Premiato Gran Concerto Bandistico Città di Lecce “Schipa D’Ascoli”
Maestro Direttore e Concertatore: Paolo Addesso.
Ore 8.30 partenza della Banda ed attraversamento delle vie della Città
Ore 10.30 Matinèe
Ore 19.00 Arrivo della banda nei pressi del Municipio e partenza per la cattedrale – Processione dei Santi Martiri
Ore 21.30 Concerto Bandistico.
Nella mattinata “in giro per la città” musica nei quartieri e nei villaggi della città a cura del Concerto bandistico città di Scorrano.
Dopo la mezzanotte (ore 01.00 circa) Luci Sulla Città Spettacolo Pirotecnico sulla banchina del porto di Otranto a cura delle premiate ditte Mega Fuochi e Angelo Mega da Scorrano.

15 agosto
Ore 21.30 concerto Bandadriatica – Odissea Mediterranea, in collaborazione con il Comitato Festa.

13/14/15 agosto

8^ Edizione della manifestazione Enogastronomica e dell’Artigianato Sentieri del Gusto – Sapori, Arti e Tradizioni di Terra D’Otranto.

Organizzato da Mediamorfosi per il Comitato Festa dei Santi Martiri e promosso dall’Amministrazione Comunale, l’evento di promozione territoriale e culturale punta ad accogliere, coinvolgere e deliziare con sapori, arte e tradizioni della Puglia i visitatori che ogni anno decidono di prendere parte alle celebrazioni.
L’incantevole location – racchiusa tra le mura di Otranto, tra Largo Porta Terra e il Monumento degli Eroi, balconcino diretto sul Lungomare– diventa scrigno delle produzioni artistiche e agroalimentari di Puglia: tra manufatti di cartapesta, pietra leccese, giunco, si alternano gli stand delle migliori produzioni agroalimentari e della cosmesi naturale. Corona il percorso una raffinata area degustazione vino delle migliori Aziende Vinicole, guidata dai Sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier di Lecce.
In una cornice dal fascino maestoso e senza tempo, vale la pena partecipare ai solenni festeggiamenti in onore dei Santi Martiri di Otranto e alle tante tipicità dei sentieri del gusto di Otranto.
Quest’anno il percorso si arricchisce grazie alle note musicali di Banda Adriatica – Odissea Mediterranea: il 15 agosto dalle ore 21.30, imperdibile il loro concerto per le vie del centro storico, grazie al prezioso supporto del Comitato Festa Santi Martiri di Otranto.

Opera Sacra

A un anno dal Concistoro Pubblico con l’annuncio della Canonizzazione dei Martiri di Otranto ed in concomitanza con il 20° Anniversario dell’Ordinazione Episcopale di S.E. mons. Donato Negro nostro venerato Pastore con animo grato ed orante al Signore. Il coro dell’Arcidiocesi di Otranto presenta A coloro che hanno vinto Opera Sacra di Don Biagio Mandorino e Don Tiziano Galati. Coreografie di Emy Ferrari 11 febbraio 2014 … Continua a leggere Opera Sacra »