SOLENNITÀ DELL’ASSUNZIONE DI MARIA SANTISSIMA

La riflessione di Don Tiziano Galati.

Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita… Sono le parole che in questo giorno di festa il presidente dell’assembla liturgica pronuncia all’inizio della Preghiera Eucaristica, nel Prefazio. Con esse ci è detto che oggi siamo invitati a metterci davanti alla realtà della Pasqua che è al centro del mistero di Maria Assunta. “In previsione della morte di Lui”, riconosciamo Maria come “Immacolata” perché preservata dal peccato sin dal suo concepimento, quindi santa nelle radici profonde del suo esistere come creatura umana. Per la stessa Pasqua del suo Figlio riconosciamo Maria “Assunta”, perché ancora una volta “preservata”, messa a parte dal disfacimento della sua carne umana. Maria partecipa della Pasqua del suo Figlio totalmente, in anima e corpo, senza conoscere la corruzione del sepolcro. Maria è quindi singolarmente associata all’opera di salvezza compiuta dal Figlio. Per questo motivo, mentre si addormenta nel sonno della morte (per questo si parla di Dormitio Virginis), viene sottratta alla morte, e traslata con il suo corpo in cielo (come afferma il dogma dell’Assunzione di Maria SS.ma, definito nel 1950 dal papa Pio XII con la bolla Magnificentissimus Deus). E Colei che aveva dato vita all’autore della Vita riceve in dono le condizioni di una vita nuova, incorruttibile, come quella di Colui che è generato nel suo grembo verginale. E lei diventa “un segno di consolazione e di sicura speranza” (Prefazio), perché ciò che è avvenuto in lei è primizia di ciò che avverrà per ciascuno di noi, ciò che Dio vuole per ogni donna e per ogni uomo. La solennità di oggi è un evento importante della nostra fede, quello che Maria vive in modo singolare a partire dalla sua maternità è promesso anche a tutti i cristiani. Le parole della Seconda Lettura ci aiutano a tenerlo presente.

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico