“Premio Castrum Minervae – Dialogo e Pace” a Padre Gabriel Romanelli

Per l'impegno a favore del dialogo interculturale, della cooperazione, della fraternità tra i popoli e della testimonianza di pace.

Si è svolta ieri sera, in piazza della Vittoria a Castro, la XX edizione del Premio Castrum Minervae che quest’anno si è arricchita di un importante riconoscimento realizzato in collaborazione con l’Arcidiocesi di Otranto: il “Premio Dialogo e Pace”.
Nato per celebrare chi, con il proprio esempio, contribuisce a costruire ponti di pace e comprensione tra culture, popoli e fede, quest’anno è stato attribuito a Padre Gabriel Romanelli, parroco della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, quale testimonianza del suo instancabile impegno pastorale e umano accanto alla popolazione civile in uno dei luoghi più segnati dal conflitto.

Padre Gabriel, in collegamento da Gaza, introdotto dal direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali don Angelo Pede e dal parroco di Castro don Salvatore Febbraro, ha sottolineato l’importanza di “ripartire dalle cose essenziali; ogni essere umano vale quanto un altro essere umano, sia piccolo che grande, che abbia una cittadinanza o un’altra, una religione o nessuna”. E ha proseguito: “La logica ci aiuta a cercare la verità e a manifestarla coerentemente. Ci sono i concetti basici fondamentali che oggi vengono contestati, nessuno sa cosa vuol dire pace, giustizia, riconciliazione. E’ un modo per ricominciare, non è l’unica maniera, ma è necessario, soprattutto nelle guerre che ci toccano qui in Medio Oriente, dove si mescola pure l’aspetto religioso, ideologico, dove viene purtroppo disprezzato l’altro essere umano. Penso che ripartire da qui sia un punto concreto”.
“Le parrocchie devono essere laboratori veri di pace. Nessuno ci ha insegnato come si deve fare in un momento di guerra, soprattutto in una guerra così terribile che ancora purtroppo non vede la fine, si sperimenta. Cerchiamo di essere molto realistici e quando giunge un problema ci chiediamo: abbiamo una soluzione o no? Se non l’abbiamo, questo ci fa soffrire, ma resta il fatto che non c’è soluzione”.
“Il Signore dice beati i costruttori di pace, quindi la pace si può costruire altrimenti non l’avrebbe mai detto”, ha concluso. “Abbiamo aiutato tante persone. Abbiamo passato dei giorni veramente difficili, ma non ci siamo chiusi, la carità non si può chiudere, come dice San Paolo. Abbiamo vissuto cose molto rare, strane, ma credo che ovunque ciascuno di noi può fare del bene, pure a Gaza, pure in un momento di guerra”.

Il Premio Castrum Minervae – Dialogo e Pace è stato assegnato a Padre Gabriel Romanelli per il suo “instancabile impegno a favore del dialogo interculturale, della cooperazione, della fraternità tra i popoli e della testimonianza di pace anche nei contesti più difficili dell’umanità”.

“Un segno di luce tra tante rovine”, ha concluso don Angelo Pede, “tu sei stato un segno di luce, e questo deve essere l’augurio per tutti noi, affinchè possiamo essere dei testimoni credibili dell’amore, di quello che è possibile fare anche quando le situazioni sono incresciose”.