Super tecno-campus

Imparare il digitale, custodire l’umano.

Dal 7 all’11 settembre 2026 gli spazi dell’Oratorio parrocchiale di Giurdignano hanno accolto il Super Tecno-Campus, una settimana di laboratorio e confronto rivolta ai ragazzi dai 9 ai 13 anni, pensata per approfondire i meccanismi del mondo digitale, i principi della sicurezza online, le basi del coding e le prime nozioni sull’Intelligenza Artificiale.
L’iniziativa è nata da un’evidenza quotidiana: i giovanissimi maneggiano smartphone, piattaforme social e applicazioni con estrema disinvoltura, ma raramente hanno l’opportunità di interrogarsi su cosa muova quegli schermi. L’obiettivo del percorso è stato proprio quello di affiancare alla pratica tecnica un’attenzione critica, incoraggiando scelte consapevoli e un uso equilibrato delle risorse informatiche.
Si tratta di un orizzonte pedagogico che richiama da vicino le riflessioni di Magnifica humanitas: in una stagione in cui le tecnologie permeano ogni momento delle nostre giornate, il compito educativo primario resta la tutela di ciò che fonda la persona umana – il pensiero autonomo, l’immaginazione, il valore delle relazioni reali e la responsabilità morale nelle decisioni.
Nel corso delle mattinate i partecipanti si sono cimentati nella gestione delle password e nella difesa della propria riservatezza, hanno esplorato la logica algoritmica attraverso esercizi pratici di programmazione, si sono confrontati sul funzionamento dell’Intelligenza Artificiale e hanno provato a ideare soluzioni digitali orientate al bene comune. Al centro del dialogo è rimasto un interrogativo costante: la tecnica costituisce un aiuto autentico solo quando accresce la consapevolezza personale, stimola l’ingegno e aiuta a prendersi cura del prossimo.
Il frutto più significativo dell’esperienza è emerso dalla reazione spontanea dei ragazzi, fatta di domande dirette, stupore, verifiche sul campo e dalla presa di coscienza che non tutto ciò che transita dalla rete è attendibile o privo di rischi.
L’attività ha confermato come l’ambiente oratoriale possa farsi laboratorio educativo anche sulle frontiere dell’innovazione, offrendo ai più giovani le coordinate per abitare la complessità tecnologica senza rinunciare alla propria libertà interiore.