Questa domenica viene tradizionalmente chiamata “del Buon Pastore” perché nei tre cicli liturgici la Liturgia ci presenta come pagina evangelica il cap.10 di Giovanni, dove Gesù dice di se stesso di essere “la porta delle pecore” (Gv 10,7.9) e “il pastore bello” (Gv 10,11). Così diceva il Papa Benedetto nel concludere l’omelia nell’Ordinazione dei Sacerdoti della Diocesi di Roma. “La Chiesa antica ha trovato nella scultura del suo tempo la figura del pastore che porta una pecora sulle sue spalle. Forse queste immagini fanno parte del sogno idillico della vita campestre che aveva affascinato la società di allora. Ma per i cristiani questa figura diventava con tutta naturalezza l’immagine di Colui che si è incamminato per cercare la pecora smarrita: l’umanità; l’immagine di Colui che ci segue fin nei nostri deserti e nelle nostre confusioni; l’immagine di Colui che ha preso sulle sue spalle la pecora smarrita, che è l’umanità, e la porta a casa. È divenuta l’immagine del vero Pastore Gesù Cristo” e, commentando direttamente il brano evangelico, diceva: “Gesù, prima di designarsi come Pastore, dice con nostra sorpresa: “Io sono la porta” (Gv 10, 7). È attraverso di Lui che si deve entrare nel servizio di pastore. Gesù mette in risalto molto chiaramente questa condizione di fondo affermando: “Chi… sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante” (Gv 10, 1). Questa parola “sale” – “anabainei” in greco – evoca l’immagine di qualcuno che si arrampica sul recinto per giungere, scavalcando, là dove legittimamente non potrebbe arrivare…Entrare per la porta, che è Cristo, vuol dire conoscerlo ed amarlo sempre di più…” (7 maggio 2006). Cristo è la porta per la quale il credente entra a far parte della Chiesa, Pietro sottolinea questo aspetto quando dice che è necessario farsi battezzare “nel nome di Gesù Cristo”.
Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico
