Meeting regionale missionario sabato 24 ottobre a Molfetta

Sabato 24 ottobre, presso il Pontificio Seminario Regionale di Molfetta, si è svolto il Meeting regionale missionario, a cui ha partecipato anche l’Arcivescovo Francesco Neri.
120 partecipanti da tutta la Puglia, in rappresentanza dei 19 centri missionari diocesani pugliesi, degli uffici pastorali, degli istituti missionari, di religiose e religiosi e del SUAM, per rafforzare la collaborazione tra le diocesi e rendere la missione una responsabilità condivisa nelle comunità.
Come rilanciare l’impegno missionario delle comunità cristiane, coinvolgere i giovani e costruire relazioni più aperte con le persone ai margini? Sono le domande al centro del meeting.
A coordinare i lavori sono stati monsignor Giovanni Ricchiuti, delegato della Commissione regionale per la cooperazione missionaria, e don Salvatore De Pascale, segretario della Commissione.
Dopo l’introduzione del Presidente della CEP e arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, don Federico Marino, della diocesi di Taranto, ha presentato una sintesi delle schede preparatorie raccolte nelle Chiese pugliesi.
L’incontro, promosso nell’anno del centenario della Giornata Missionaria Mondiale, è stato un momento di ascolto e confronto sulle esperienze delle comunità, sulle difficoltà incontrate e sulle prospettive future.
Dalle schede e dagli interventi è emerso un quadro fatto di generosità e iniziative significative, ma anche di attività frammentate, partecipazione limitata e difficoltà nel dare continuità ai progetti. La sfida è rendere la missione un impegno condiviso nella vita quotidiana delle parrocchie, superando l’isolamento dei singoli gruppi e favorendo una maggiore collaborazione tra gli ambiti pastorali.
Giovani, accoglienza e cooperazione tra le Chiese sono stati alcuni dei temi principali. Il confronto ha sottolineato l’importanza di ascoltare le nuove generazioni, affidare loro responsabilità concrete e raggiungere chi si sente distante dalla vita ecclesiale.
Attenzione anche alle persone migranti, da riconoscere non soltanto per i loro bisogni, ma per le competenze, la fede e il contributo che possono offrire alla comunità. La presenza di sacerdoti e religiosi provenienti da altri Paesi testimonia, inoltre, una missione vissuta come scambio reciproco.
Resta centrale anche la collaborazione con le Chiese di altri territori, attraverso relazioni continuative, esperienze di servizio e progetti condivisi. La missione, infatti, non riguarda soltanto chi parte per Paesi lontani, ma anche la capacità di incontrare e accogliere chi vive accanto a noi.
Dal meeting di Molfetta emerge un impegno concreto per le Chiese pugliesi: rafforzare la collaborazione, sostenere chi già opera sul campo e dare continuità alle esperienze positive. Perché nessuno si senta solo e ciascuno possa trovare un posto nella vita della comunità.