La pagina evangelica di questa domenica ci mette di fronte ad un’altra parabola del regno, basta notare come Gesù comincia il suo racconto: “Il regno dei cieli è simile…”, cioè il suo modo di essere e di manifestarsi può essere paragonato a quanto avviene nell’episodio descritto nel racconto. Un padrone di casa esce all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna (l’immagine della vigna nell’AT designa Israele, nel NT il regno di Dio), a ciascuno dei quali si impegna a dare come salario un denaro. L’aspetto più provocatorio del racconto parabolico consiste nelle modalità con cui il padrone effettua il pagamento: egli fa venire gli operai e cominciando dagli ultimi dà a tutti un denaro (vv. 8-10). Vedendo ciò i primi, quelli chiamati all’alba, si aspettano naturalmente di ricevere di più, ma con loro grande delusione si accorgono che la paga è la stessa. Essi perciò, mentre ritirano il denaro, si lamentano con il padrone perché anche gli ultimi, che avevano lavorato solo un’ora, sono stati trattati come loro che avevano sopportato il peso della giornata e il caldo (vv. 11-12). Le parole del padrone costituiscono la vera interpretazione della parabola. Con esse Gesù intende sottolineare che l’ingresso nel regno dei cieli non va considerato come una ricompensa dovuta per diritto, in base ai meriti personali, ma come un dono gratuito, espressione della misericordia infinita di Dio. Per cogliere fino in fondo la misericordia infinita di Dio bisogna superare la tendenza spontanea a immaginare Dio con categorie umane. È questo il problema di ogni pratica religiosa. Il profeta Isaia lo affronta in questi termini nella Prima Lettura: “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (v. 8). Anche Dio ha i suoi pensieri e le sue vie, ma sia gli uni che le altre sono totalmente diversi da quelli dell’uomo. I pensieri di Dio sono i suoi progetti in favore del cosmo e dell’uomo. Le sue vie sono i suoi interventi nella storia. Ciò che Dio pensa e per cui agisce è solo la salvezza del suo popolo e in prospettiva di tutta l’umanità. I pensieri e le vie di Dio non solo sono diversi, ma sovrastano quelli dell’uomo, sono più alti di essi come è più alto il cielo rispetto alla terra. I piani di Dio sono quindi sconosciuti all’uomo, e questo non solo perché Dio è un Dio misterioso, ma anche e soprattutto perché l’uomo è rivolto alle cose che gli interessano, mentre Dio cerca il vero bene di tutti. Dio progetta e dirige la storia in un modo superiore e sovrano.
Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico
