Nel 2012 il Santo Padre Benedetto XVI ha consegnato alla Chiesa un Messaggio per la Quaresima in cui affrontava il tema della correzione fraterna come opera di misericordia e in cui leggiamo: “Il «prestare attenzione» al fratello comprende altresì la premura per il suo bene spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna… E’ importante recuperare questa dimensione della carità cristiana. Non bisogna tacere di fronte al male. Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene. Il rimprovero cristiano, però, non è mai animato da spirito di condanna o recriminazione; è mosso sempre dall’amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello… Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità… E’ un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore. C’è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona (cfr Lc 22,61), come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi”. Ciò che il Papa sottolinea ci viene oggi detto anche dall’apostolo Paolo nella Seconda Lettura dove leggiamo che: “L’amore non fa male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore”. Lo scopo di tutta la legge è precisamente quello di evitare il male in tutti i suoi aspetti, e per raggiungere questo scopo l’unico mezzo efficace è l’amore: perciò l’amore è la “pienezza” (plêrôma) della legge. Mentre i maestri ebrei ritenevano che il precetto dell’amore nulla togliesse al carattere obbligatorio di tutti gli altri precetti, Paolo insiste sul fatto che nell’osservanza di questo precetto c’è già la «pienezza» dell’obbedienza a Dio e alla sua legge.
Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico
