II DI PASQUA “IN ALBIS”

La riflessione di Don Tiziano Galati.

Questa Domenica, che forma con la Domenica della Resurrezione un unico grande giorno, chiude l’Ottava di Pasqua, cioè il tempo di otto giorni che la Chiesa dona per entrare nel mistero della Pasqua del Signore. In tutti e tre i cicli liturgici in questa Domenica si legge l’incontro tra il Risorto e Tommaso, il discepolo incredulo che farà dono alla Chiesa della professione di fede più bella di tutta la storia: “Mio Signore e mio Dio”. La fede, questa virtù teologale che è dono e responsabilità, è la grande protagonista della Liturgia della Parola. Essa è la caratteristica principale della prima comunità cristiana che è formata da credenti. La fede poi non è una realtà statica ma dinamica perché, dice Pietro nella Seconda Lettura, ci apre ad una speranza viva, per una eredità che non viene mai meno. Dalla fede pasquale dei primi discepoli nasce la Chiesa, descritta nel Libro di Atti attraverso quattro pennellate molto semplici, che potremmo definire quattro note fondamentali: l’insegnamento degli apostoli (predicazione, catechesi, insegnamento), la comunione (dei beni materiali ma anche spirituali), la fractio panis (l’Eucaristia) e le preghiere. La fede non è solo racconto del Signore Risorto ma è anche esperienza di Lui. Questo ci dice la vicenda di Tommaso, uno dei Dodici, che si era già messo in evidenza, nel Quarto Vangelo, per il suo carattere dubbioso e facile allo scoraggiamento (11,16; 14,5). Egli riceve dal resto del gruppo l’annuncio ufficiale della Resurrezione ma vuole fare lui l’esperienza. Tommaso interprete delle difficoltà del credere. Egli è disposto a credere, ma vuole risolvere di persona ogni dubbio, per il timore di uno sbaglio. Gesù non vede in Tommaso uno scettico indifferente, ma un uomo in cerca della verità e lo accontenta pienamente. Gesù ripete le parole di Tommaso, entra in dialogo con lui, capisce i suoi dubbi e vuole aiutarlo. Gesù sa che Tommaso lo ama e ne ha compassione perché ancora non gode della pace che viene dalla fede. Lo aiuta a progredire nella fede ricevendo poi la professione di fede più alta del Nuovo Testamento.

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico