Nomine dell’Arcivescovo Francesco Neri per il nuovo anno pastorale

Lettera circolare 9/2026.

In data di oggi, 6 agosto 2026, l’Arcivescovo di Otranto, S.E.R. Mons. Francesco Neri, ha pubblicato la circolare con le nomine per il nuovo anno pastorale.

Riportiamo di seguito la Lettera Circolare 9/2026.

1. Prima, però, affinché questo non sia un atto meramente burocratico, desidero inquadrare tali provvedimenti all’interno della nostra vita di fede e di obbedienza.
Noi sacerdoti, infatti, siamo prima di tutto uomini di fede, i quali vivono il proprio cammino attraverso l’obbedienza, che ha sempre una forma pasquale, passa cioè attraverso la condivisione della Croce di Gesù, per fare esperienza della vita nuova che scaturisce dalla Risurrezione.
È stato così innanzitutto per Gesù. Il nostro Maestro ha insegnato a tutti i suoi discepoli: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà, ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà» (Mt 16, 24s). E ancora: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà» (Gv 12, 24-26). Ciò che il Signore chiede a noi, è ciò che Egli per primo ha messo in pratica nel suo itinerario pasquale. Oggi celebriamo la Trasfigurazione, e il terzo Vangelo esplicita di che cosa – in questo mistero luminoso e glorioso – Gesù stava parlando con Mosè ed Elia: «parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme» (Lc 9, 31). Nella lotta, nell’agonia che Egli conduce nel Getsemani non per piegare Dio alla propria volontà, ma per piegare la propria volontà umana a quella divina, Gesù arriva a sudare sangue (cf Lc 22, 43s). Mi fermo qui, ma potrei citare numerosissimi altri testi, per confermare che l’obbedienza è un’esperienza di rinuncia, un sacrificio. Ne sono io per primo consapevole, ogni volta che chiedo l’assunzione di una nuova missione.
Ma noi pratichiamo l’obbedienza – promessa durante la nostra ordinazione – perché amiamo il Signore, e per amore desideriamo donargli la nostra vita e la nostra morte. Cerchiamo il Signore, il quale si farà incontrare nel luogo e nelle modalità stabilite dall’obbedienza, e non altrove. Anche di questo sono consapevole, ogni volta che chiedo l’assunzione di una nuova missione.
Oggi papa Leone XIV ha incontrato ad Assisi la Gioventù Francescana, convenuta da tutto il mondo. In quest’anno giubilare francescano, mi sembra perciò utile citare alcune parole di san Francesco sull’obbedienza, che gli sono state certamente dettate dallo Spirito Santo: «Dice il Signore nel Vangelo: “Chi non avrà rinunciato a tutto ciò che possiede non può essere mio discepolo” (Lc 14,33), e: “Chi vorrà salvare la sua anima, la perderà” (Lc 9,24). Abbandona tutto quello che possiede e perde il suo corpo colui che sottomette totalmente se stesso all’obbedienza nelle mani del suo superiore. E qualunque cosa fa o dice che egli sa non essere contro la volontà di lui, purché sia bene quello che fa, è vera obbedienza. E se qualche volta il suddito vede cose migliori e più utili alla sua anima di quelle che gli ordina il superiore, volentieri sacrifichi a Dio le sue e cerchi invece di adempiere con l’opera quelle del superiore. Infatti questa è l’obbedienza caritativa, perché compiace a Dio e al prossimo (cf 1Pt 1, 22)» (Ammonizione III, 1-6: FF 148s).

Con tali premesse, passo ora ad elencare le nuove responsabilità.

2. Parrocchie, rettorie e santuari

Caprarica, Parrocchia “S. Nicola Vescovo”. Don Francesco Vincenti, parroco della Parrocchia “Visitazione di Maria Vergine” in Castrì di Lecce, sarà collaboratore del parroco don Antonio Scotellaro, occupandosi del settore della pastorale giovanile.

Castiglione Salentino, Parrocchia “S. Michele Arcangelo”. L’ufficio di parroco è affidato a don Antonio Accogli, che mantiene l’ufficio di parroco della Parrocchia “S. Andrea Apostolo” in Andrano.

Cocumola, Parrocchia “S. Nicola Vescovo”. L’ufficio di parroco è affidato a don Salvatore Palma, finora amministratore parrocchiale.

Cursi, Santuario “Maria SS.ma dell’Abbondanza”. La direzione del Santuario è affidata a don Donato Manca, parroco della Parrocchia “S. Nicola Vescovo” in Cursi.

Galatina, Parrocchia “S. Sebastiano Martire”. Il diacono don Davide Colagiorgio è affidato come collaboratore parrocchiale al parroco don Dario De Pascalis.

Galatina, Parrocchia “SS. Pietro e Paolo Apostoli”. L’ufficio di parroco è affidato a don Enzo Vergine. Collaborerà con lui in qualità di viceparroco don Stefano Antonaci (il quale mantiene l’impegno di mio segretario).
Galatina, Rettoria “Maria SS.ma del Carmine”. L’ufficio di rettore è affidato a don Enzo Vergine.

Maglie, Parrocchia “Presentazione del Signore”. L’ufficio di parroco è affidato a don Remo Esposito. Collaborerà con lui in qualità di vice parroco fra Tommaso Mianulli, designato altresì dalla Provincia dei Cappuccini a curare la Chiesa “Maria SS.ma di Costantinopoli”.
Maglie, Rettoria “SS.mo Sacramento e SS. Medici”. L’ufficio di rettore è affidato a don Remo Esposito.

Martignano, Parrocchia “S. Maria dei Martiri”. L’ufficio di parroco è affidato a don Emanuele Lolli.

Melpignano, Parrocchia “S. Giorgio Martire”. L’ufficio di parroco è affidato a don Adriano Mirto, finora amministratore parrocchiale.

Muro Leccese, Parrocchia “Maria SS.ma Annunziata”. L’ufficio di parroco è affidato a don Francesco Greco.

Serrano, Parrocchia “S. Giorgio Martire”. L’ufficio di parroco è affidato a don Cristian Galati, che mantiene l’ufficio di parroco della Parrocchia “Maria SS.ma Madre di Dio” in Cannole.

Uggiano, Parrocchia “S. Maria Maddalena”. L’ufficio di parroco è affidato a don Paolo Russo.

Vitigliano, Parrocchia “S. Michele Arcangelo”. L’ufficio di parroco è affidato a don Fabiano Leone, il quale mantiene l’ufficio di parroco della Parrocchia “Maria SS.ma Immacolata” in Vignacastrisi.

Zollino, Parrocchia “SS. Pietro e Paolo Apostoli”. L’ufficio di parroco è affidato a don Michele Martella.

Le date dei relativi avvicendamenti saranno concordate caso per caso, insieme agli interessati.

3. Seminario Arcidiocesano. Al posto di don Davide Colagiorgio, nello staff formativo subentra l’accolito Antonio De Salvatore.
Colgo l’occasione per ringraziare il rettore don Alessandro Grande, il vice rettore don Marco Giordano, il padre spirituale don Biagio Mandorino, per l’impegno svolto in quest’anno, che ha visto una ripresa della vita comune dei seminaristi, dato qualificante per un’istituzione di formazione e discernimento, che l’Arcidiocesi dovrà sempre aver cura di custodire.

4. Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e dei migranti. La direzione dell’ufficio è affidata a don Luigi Maggio. All’interno dell’ufficio, il settore dei migranti verrà seguito da don Emiliano De Mitri. Non occorre ribadire come tale ambito debba essere centrale nell’attenzione della Chiesa Idruntina, in quanto strategico, ma anche gravemente problematico in tutta l’Italia e nel nostro Salento in particolare.
Ringrazio di cuore la cara prof.ssa Daniela Vantaggiato, la quale ha servito finora la Diocesi come responsabile dell’ufficio, coniugando passione e competenza, presenza a livello locale e nazionale, sensibilità culturale e impegno organizzativo.

5. Caritas diocesana. La direzione della Caritas è affidata a don Tiziano Galati. La carità è il mistero stesso di Dio, e la Chiesa è un mistero di comunione nella carità. Tutta la Chiesa è impegnata a testimoniare la carità, ma la Caritas dispone di persone e mezzi per offrire in modo organizzato ed efficace al mondo.
Ringrazio don Maurizio Tarantino per la sua dedizione pluriennale, che, con intelligenza e sacrificio, ha prodotto frutti abbondanti, frutti che perdureranno nel tempo.

Carissimi fratelli, alla visione esigente dell’obbedienza, in forma di martirio, che è quella della nostra vocazione sacerdotale, formulata da san Francesco, aggiungo la benedizione promessa dal Serafico Padre, che faccio mia: «E chiunque osserverà queste cose, sia ricolmo in cielo della benedizione dell’altissimo Padre, e in terra sia ricolmo della benedizione del suo Figlio diletto col santissimo Spirito Paraclito e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi. Ed io frate Francesco piccolino, vostro servo, per quel poco che io posso, confermo a voi dentro e fuori questa santissima benedizione. Amen.» (Testamento, 40s: FF 131).

Vi saluto cordialmente, in attesa di rivederci in cattedrale per la solennità dei SS. Martiri.

Francesco Neri OFMCap
Arcivescovo

Nomine 2026