L’Albania è un paese vicino e lontano al tempo stesso. Vicino, perché ne vediamo la costa da Otranto. Lontano, perché plasmato da secoli di storia e cultura diverse, e poi tagliata fuori dai decenni dell’ultima dittatura. E di nuovo vicino, dopo gli sbarchi dei migranti e la progressiva integrazione degli albanesi in Puglia e in Italia.
L’Albania è stata dunque scelta come meta di alcuni giorni di fraternità e formazione per i sacerdoti giovani della nostra Chiesa. Il gruppo è stato accolto dai frati Cappuccini dei conventi di Tarabosh e di Nenshat, ed ha incontrato i pastori delle Chiese di Scutari, Sapa e Valona, nonché le Clarisse di Scutari e e le Carmelitane di Hajmel.
L’esperienza più intensa è stata però quella della visita ai luoghi del martirio delle vittime della dittatura, tra le quali occupano un posto speciale i Martiri dell’Albania, beatificati nel 2016.
Abbiamo inoltre preso atto di un territorio in cui le comunità cattolica, ortodossa e islamica vivono collaborando e in amicizia.
Possano appunto la collaborazione e l’amicizia segnare il futuro di un più stretto rapporto tra le Chiese delle due coste del Canale d’Otranto.
+ Francesco Neri, Arcivescovo
