Dopo il Tempo Pasquale e la celebrazione di alcune grandi Solennità con questa domenica riprende la lettura del Vangelo di Matteo che caratterizza il ciclo liturgico A. Il testo che la Liturgia oggi ci presenta è un inno di lode che Gesù rivolge al Padre che si rivela ai piccoli, cioè coloro che sono poveri in spirito e hanno in Dio l’unico punto di riferimento. A loro è dato di comprendere il mistero del regno dei cieli che è Gesù stesso, come leggiamo nei versetti precedenti a quelli che leggiamo in questa domenica. A coloro che sono saggi e intelligenti, secondo l’idea del mondo, come dice Paolo nella Seconda Lettura, la comprensione del mistero è preclusa. Ci vuole libertà di cuore per accogliere Gesù che sperimenta allo stesso tempo l’accoglienza e il rifiuto della sua persona e del suo ministero. Gesù, afferma di se stesso, che è il mediatore unico del Padre, e attraverso di Lui si può entrare nella comunione con il Padre. Essendo l’unico rivelatore di Dio, Gesù invita ogni uomo ad andare da lui perché lui solo può farli riposare, cioè può dare loro la pace di cui hanno bisogno. Egli li esorta poi a prendere su di sé il suo giogo e a imparare da lui, perché è mite ed umile di cuore: solo così essi potranno trovare riposo alle loro anime (v. 29). Il termine «giogo» si rifà alla legge mosaica, considerata nel giudaismo come un giogo. Anche l’insegnamento di Gesù è un giogo perché implica esigenze di vita molto impegnative, che si riassumono nell’amore di Dio e del prossimo, ma non è un giogo pesante, perché la pratica dei suoi insegnamenti non dipende tanto dallo sforzo umano, quanto piuttosto dal dono gratuito che Dio elargisce a quanti si aprono al messaggio del vangelo. Egli esorta i suoi ascoltatori a prendere su di sé questo giogo, ma al tempo stesso propone se stesso non solo come maestro, ma anche come modello da imitare. Egli infatti è “mite e umile di cuore”: questa espressione riecheggia da una parte la presentazione profetica del Messia come un re “umile”, come ci viene presentato da Zaccaria nella Prima Lettura, insieme ad altre caratteristiche: “giusto, vittorioso, che cavalca un asino, che annunzierà la pace”.
Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico
