III DI PASQUA

La riflessione di Don Tiziano Galati.

L’annuncio gioioso dell’opera di Dio in Gesù Cristo, nella sua Morte e soprattutto nella sua Resurrezione, caratterizza il Discorso di Pietro nel giorno di Pentecoste, trasmesso dal Libro di Atti. Pietro è in piedi perché la forza dello Spirito gli dona il coraggio della testimonianza. L’apostolo sottolinea che la morte di Gesù non è stata qualcosa di imprevisto, ma è avvenuta in base ad un progetto prestabilito da Dio. Il tema della morte, con la sua valenza salvifica, e della Resurrezione di Cristo viene ripreso nella Seconda Lettura nello scritto che è posto sotto il nome dell’apostolo Pietro dove si dice che l’opera compiuta da Cristo rientra perfettamente nel piano di Dio. Egli è dunque lo strumento per eccellenza dell’opera di Dio in questo mondo. La vicenda terrena di Gesù costituisce il fondamento della fede dei cristiani. La manifestazione piena del Cristo avviene dunque nel momento della sua risurrezione, che è qui presentata come un’opera compiuta da Dio. Proprio sulla risurrezione di Cristo si basa la fede dei cristiani, che quindi è presentata come una fede teologica, cioè rivolta direttamente a Dio. Da questa fede dipende la loro speranza riposta unicamente in Dio. Nelle parole dei due viandanti di Emmaus questo non sembra essere vero perché essi vivono una completa sfiducia nella Parola di Dio e nella persona di Gesù, sottolineata dall’espressione: “Noi speravamo…”, connotata da rassegnazione. Ma Gesù, che si fa loro vicino, prima di mostrarsi nel gesto del pane spezzato, mostra loro come le Scritture avevano parlato della necessità della Croce e della Morte, sottolineata anche dalle altre due Letture. I due di Emmaus vedono nella Croce l’ultima parola sulla vicenda storica del Nazareno, mentre Gesù ne vede l’ineludibile necessità, sottolineata dalla domanda retorica del v.26 del Vangelo: “Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. Per giungere alla resurrezione, per Gesù come per noi che crediamo in Lui, è necessario passare attraverso la croce.

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico